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Visualizzazione dei post da gennaio, 2024

Faces 5/5

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Regione della separazione:  Quel lampione anima di schizofrenico che è un guscio di luce ed uno stelo di ghiaccio sono io che mi scoloro pezzo lacero di carne e cervello e divenuto acqua e buio. Quel lampione. Il mio lampione.   L’azione si svolge ora nella prima balconata ed ha come fulcro due palchi contrapposti. La difficoltà con cui un gruppo di attori deve cercare di raggiungere l’altro nascono dietro un telo in modo da superare la forzata separazione, è il motivo ispiratore dei gesti. Ad un tratto per l’eccessiva vicinanza di un attore (un mendicante dal cuore d’oro) le mani dell’attrice nascosta dietro il telo (una nevropatica) l’afferrano e la trascinano dentro il palco dove ha inizio un delicato incontro d’amore, di cui gli spettatori potranno vedere solo le ombre proiettate dietro il telo. Ogni sera, quando accendo la luce, fuori dalla finestra vedo la stanza di un altro con gli stessi mobili con le stesse parole con lo stesso volto. Solo il corpo rimane al di qua, e...

Faces 4

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La notte dell’uomo che ama si regge su tele di ragno e il respiro della sua donna impone un tempo indicibile alla grande meridiana lunare. Nessuno ricorda le loro parole ma la terra dopo di loro non è più la stessa. Ogni acqua che chiuse al fondo quegli occhi, al passo degli altri diventa subito cupa. Di notte, la donna è un golfo smemorato di navi che l’uomo ritrova. Se guardano a terra, il cielo non regge più ali ma se lasciano un fuoco di sterpi, si alza nel fumo un sogno di cenere che vuole fiorire.   2 IL MIO TEATRO   Il mio teatro  raccoglie in maniera sistematica i testi teatrali scritti per il gruppo teatrale savonese Atelier Duetiesse e pubblicati sul blog “Homo ludens” (https://nonmirompereitabu.blogspot.com/

Faces 3

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  Solari regioni diffuse. Io canto la separazione. Ma la terra dopo di loro non è più la stessa, perché le cose che non hanno memoria non sanno neppure l’oblio. Nell’albergo resta la forma di un vento che nessuno vedeva ed isole emergono ancora da un mare scomparso. Marea impotente ed abitudinaria, che torni per distruggere ogni giorno ed una linea d’erba e di catrame basta a fermarti, tu che insegni la speranza e la dispersione e guardi al sale dell’ultima tempesta come noi alla pietra del ricordo; marea impotente ed abitudinaria che costruisci nel tempo un altro tempo, insegnaci almeno - se altro non puoi – la rabbiosa pazienza della corrosione. Solari regioni diffuse, in quei giorni il mondo doveva finire o addormentarsi, forse. Il sole sorge dove vuole e ti trascina a sé con una corda tesa sul mare. Coro primo gruppo: Ah (una nota lenta, grave, ondeggiante). Sofisticata: Solari regioni diffuse / lontane da città soltanto pensate / quando si camminava con l’ombra alle spalle / p...

Faces 2

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Solari regioni diffuse. Quest’acqua era prima di noi ma sfuggiva a tutte le labbra perché un’altra sete doveva saziare. Una sete che ancora con c’era, ma l’acqua sapeva. Era l’acqua che tra le mani quando bevi ti sfugge; era l’acqua che si fa ghiaccio ed attende, e trova in cupe cisterne una vena segreta. Era l’acqua che non dispera, la prima che trabocca dal colmo. Perché sa che una sete l’attende. Era l’acqua che va nel profondo, se gli altri hanno sete e diventa crudele. Era l’acqua che se tutto si secca si fa come pietra ed attende. 2 IL MIO TEATRO   Il mio teatro  raccoglie in maniera sistematica i testi teatrali scritti per il gruppo teatrale savonese Atelier Duetiesse e pubblicati sul blog “Homo ludens” (https://nonmirompereitabu.blogspot.com/

Faces 1

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2 IL MIO TEATRO   Il mio teatro  raccoglie in maniera sistematica i testi teatrali scritti per il gruppo teatrale savonese Atelier Duetiesse e pubblicati sul blog “Homo ludens” (https://nonmirompereitabu.blogspot.com/