giovedì 20 marzo 2025

Corso di storia della musica: Marechiare 1886

1886 - Marechiare (A Marechiaro) [di Francesco Paolo Tosti \ Salvatore Di Giacomo]


"Marechiare" (conosciuta anche come "A Marechiaro") è una celebre canzone napoletana scritta nel 1886 da Francesco Paolo Tosti (musica) e Salvatore Di Giacomo (testo). Questa canzone è uno dei più noti esempi di musica leggera italiana dell'epoca e rappresenta un'icona della tradizione musicale napoletana. La canzone celebra la bellezza del mare, delle coste e dell'atmosfera di Marechiaro, una località pittoresca nei pressi di Napoli, che ha ispirato numerosi artisti.

I protagonisti: Tosti e Di Giacomo
Francesco Paolo Tosti (1846-1916) è stato un compositore italiano di grande successo, noto per le sue canzoni melodiche, molte delle quali sono diventate parte integrante del repertorio della musica leggera e della musica da salotto italiana. La sua carriera ha visto la composizione di numerosi brani che spaziavano dalla musica operistica a quella popolare, con particolare attenzione alla melodia e all'emozione che essa suscita.

Salvatore Di Giacomo (1860-1934) è stato uno dei più importanti poeti e drammaturghi napoletani, noto per la sua produzione letteraria che racconta la vita, le tradizioni e i paesaggi di Napoli. Di Giacomo ha saputo cogliere l'anima della città e delle sue contraddizioni, e la sua poesia, spesso intrisa di malinconia e nostalgia, ha trovato perfetta espressione nelle canzoni popolari come "Marechiare".

Il contesto e il tema della canzone
"Marechiare" è una canzone che esprime l'incanto della natura e la bellezza del paesaggio marino di Marechiaro, un piccolo quartiere di Napoli situato su una scogliera che si affaccia sul golfo. Marechiaro è famoso per il suo mare limpido, le acque calme e l'atmosfera romantica che ha attratto numerosi pittori, scrittori e musicisti nel corso dei secoli.

Il brano racconta una scena di vita quotidiana, con il mare come protagonista. La canzone evoca la serenità e la dolcezza di un momento trascorso in riva al mare, immersi in un paesaggio mozzafiato che sembra fermarsi nel tempo. L'invito a "Marechiaro" è simbolo di un desiderio di pace, di bellezza e di un ritorno alle radici, lontano dalle difficoltà e dai turbamenti della vita.

Il testo: un invito alla bellezza
Il testo di Salvatore Di Giacomo dipinge con delicatezza un paesaggio idilliaco, ricco di immagini evocative. La canzone è intrisa di un senso di pace e di contemplazione, con una forte componente sensoriale: il mare, il cielo, il profumo della salsedine, l'immensità dell'orizzonte. Le parole di Di Giacomo catturano perfettamente l'essenza di Marechiaro, un angolo di paradiso che affascina chiunque vi si trovi.

La canzone è anche un invito a vivere una vita semplice, a ritrovare la bellezza nelle piccole cose e a farsi cullare dalla musica della natura. La melodia di Tosti, dolce e avvolgente, completa il quadro, con un andamento lento che richiama il movimento delle onde e il ritmo pacato della vita a Marechiaro.

La melodia: un'armonia perfetta
La musica di Tosti accompagna magnificamente il testo di Di Giacomo. La melodia di "Marechiare" è lirica e raffinata, con un'andatura che ricorda il dolce dondolio delle acque del mare. Tosti è un maestro nel creare melodie che suscitano emozioni immediate, e in questa canzone la sua capacità di intrecciare le note con il sentimento del testo è evidente.

Il brano è scritto in uno stile che combina la bellezza della musica da salotto con la tradizione della canzone popolare napoletana, risultando in una composizione accessibile, ma estremamente emotiva. La melodia è ricca di leggeri movimenti cromatici che sottolineano la liricità delle parole e la sensazione di malinconia che permea il testo.

Il successo e l'eredità
Fin dal momento della sua pubblicazione, "Marechiare" ha riscosso un enorme successo, diventando uno dei brani più amati della tradizione napoletana. La canzone è stata interpretata da innumerevoli artisti, sia italiani che internazionali, e continua a essere un pezzo di repertorio fondamentale nelle performance di cantanti di musica leggera e da salotto.

Il suo successo è dovuto non solo alla bellezza della melodia e alla profondità del testo, ma anche alla capacità di evocare il fascino di Napoli e delle sue coste. "Marechiare" è diventata un simbolo di Napoli, un canto d'amore per la città e per la sua bellezza naturale, che ha conquistato i cuori di generazioni di ascoltatori.

Conclusione
"Marechiare" è un pezzo iconico della musica napoletana, capace di trasportare l'ascoltatore direttamente nel cuore del golfo di Napoli, tra le onde tranquille e il cielo azzurro. La combinazione della poesia di Di Giacomo e della musica di Tosti ha creato un capolavoro che continua a emozionare e a far sognare chiunque lo ascolti, mantenendo intatta la sua bellezza anche a distanza di oltre un secolo dalla sua composizione.

1886 - Marechiare (A Marechiaro) [di Francesco Paolo Tosti \ Salvatore Di Giacomo]
https://youtu.be/gjE7yUBDw_w

Versione definitiva 1924

Composta originariamente nel 1885 e pubblicata in edizione definitiva nel 1924, Marechiare è un omaggio lirico e sensuale alla bellezza notturna del golfo di Napoli, e insieme un canto d’amore pieno di desiderio e nostalgia.

✦ Il contesto: Napoli, fine Ottocento
Salvatore Di Giacomo, poeta e drammaturgo napoletano, compose il testo ispirandosi alla celebre frazione di Marechiaro, affacciata sul mare nella zona di Posillipo. La poesia, scritta nel dialetto napoletano più musicale, evoca una notte di luna in cui il poeta contempla una finestra illuminata e una fanciulla che dorme o sogna – e sogna forse anche lui.

Francesco Paolo Tosti, compositore abruzzese amatissimo dalla nobiltà europea, mise in musica questi versi creando una melodia sospesa tra lirismo operistico e delicatezza popolare.

✦ Il testo: poesia del desiderio
"Quanno spónta la luna a Marechiaro,
pure li pisce nce fanno a ll'ammore..."

Ogni verso è una carezza. Il testo è sensuale, ma mai esplicito. La luna, il mare, i pesci, l’odore dei garofani: tutto è immerso in una notte incantata che vibra di silenzi e presagi. Il poeta si ferma sotto una finestra, immaginando la donna amata. La voce non urla, sussurra emozioni. È un canto da lontano, tra sogno e veglia.

✦ La musica: l’eleganza di Tosti
La partitura di Tosti è raffinata, modulata su un registro lirico alto. Scritta in stile da camera, Marechiare è destinata in origine a tenori e soprani di scuola classica, ed è spesso eseguita accompagnata da pianoforte.

L’andamento è morbido, ondeggiante, come il mare. Ogni modulazione armonica accompagna una variazione emotiva: stupore, attesa, malinconia. La melodia sembra navigare sul mare notturno, così come l’anima del poeta naviga tra speranza e disincanto.

✦ Un successo senza tempo
Anche se scritta in stile colto, Marechiare è stata accolta dal popolo napoletano con amore immediato. La melodia, pur complessa, entra nella memoria e nel cuore. Il testo, pur letterario, parla con voce autentica.

Dal 1924 in poi, la canzone è diventata uno dei simboli sonori di Napoli, e ha conosciuto innumerevoli interpretazioni, da quella operistica di Beniamino Gigli a quella cinematografica di Roberto Murolo, fino alle versioni moderne di Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli e Alessandro Safina.

✦ Un’immagine di Napoli nel mondo
“Marechiare” ha attraversato oceani e decenni, portando con sé un’immagine idealizzata ma profondamente vera di Napoli: quella della bellezza struggente, dell’amore sognato e mai compiuto, dell’arte che sa parlare anche nel dialetto più profondo.

Non è un caso che sia una delle canzoni più presenti nei recital di musica classica dedicati all’Italia, e che venga spesso usata in film, documentari e spot pubblicitari come emblema della dolcezza mediterranea.

✦ Una finestra sul mito
La famosa “fenesta ca lucive” di Marechiare è diventata simbolo della Napoli romantica, tanto che a Marechiaro oggi esiste una targa di marmo con i versi di Di Giacomo. È un pellegrinaggio per poeti, musicisti, turisti e innamorati. Tutti cercano quella finestra, quella luce, quell’eco di poesia.

✦ Perché ascoltarla oggi?
Perché Marechiare è molto più di una canzone d’epoca. È una meditazione poetica sull’amore, sul desiderio e sulla memoria. In un’epoca di rumori e velocità, questa melodia invita al silenzio, all’ascolto, alla contemplazione.

È un invito a lasciarsi andare alla musica che scorre lenta, come il mare notturno sotto Posillipo, e alla bellezza che non ha bisogno di spiegarsi, ma solo di essere vissuta.

✦ Versioni celebri
Beniamino Gigli (1930) – classica, intensa, vibrante

Tito Schipa – più raccolta e sognante

Luciano Pavarotti – potente e melodica

Roberto Murolo – intima, quasi parlata

Andrea Bocelli – limpida e moderna

✦ Conclusione
Marechiare è un canto eterno che unisce raffinatezza musicale e sentimento popolare. È una finestra aperta su un mondo perduto e ancora vivo, una piccola grande opera d’arte che attraversa generazioni e culture.

Come tutti i capolavori, non invecchia. Si rinnova. Ogni volta che una voce la canta, ogni volta che la luna si affaccia su Marechiaro, Marechiare torna a vivere.

1924 - Marechiare (A Marechiaro) [di Francesco Paolo Tosti \ Salvatore Di Giacomo]

https://youtu.be/3KWfiFOxtCg?si=yobTWxHuSiNR3QDS

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